Mercoledì 9 novembre festa di San Teodoro a Torrepaduli

Il piccolo borgo di Torrepaduli mercoledì 9 novembre festeggia il suo patrono: San Teodoro. Solitamente conosciuto per la festa di San Rocco e la danza dei coltelli del 15 agosto Torrepaduli conserva la sua tradizionale festa patronale in onore del santo soldato. Invocato dai contadini come protettore della raccolta delle olive è una festa dal sapore medievale. Nel pomeriggio intorno alle 16,30 saranno presenti infatti gli Sbandieratori di Oria e i mangia fuoco ad allietare la festa in piazza dei Carmelitani. Nella patria della pizzica e del tamburello non potevano mancare certamente i gruppi di pizzica come i Malia e i Koremey che si esibiranno intorno alle 19,30, tutto culminerà intorno alle ore 20 con la sagra della castagna tempo permettendo, altrimenti tutto sarà rimandato a sabato 12 novembre. Ma chi era il santo guerriero? Originario dell’Oriente, arruolato nell’esercito romano, era stato trasferito con la sua legione nei quartieri invernali di Amasea (Anatolia) al tempo dell’imperatore Galerio Massimiano.

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Improvvisamente fu promulgato un editto per cui si ordinava ai soldati di sacrificare agli dei; Teodoro che era un cristiano si rifiutò nonostante le sollecitazioni del tribuno e dei compagni; gli fu concesso un tempo per ripensarci ma egli ne approfittò per incendiare il tempio di Cibele (Madre degli dèi) che sorgeva al centro di Amasea presso il fiume Iris.

Ricondotto in tribunale fu torturato con il cavalletto e poi gettato in prigione a morire di fame, lì ebbe celesti e confortanti visioni, infine fu condannato a bruciare vivo, ciò avvenne il 17 febbraio probabilmente fra il 306 e il 311 d.C. Il suo sepolcro stava in una piccola località Euchaite vicino ad Amasea (odierna Aukhat in Turchia) che nel secolo X fu chiamata anche Teodoropoli.

Le notizie della sua vita ci sono pervenute da un discorso pronunciato da s. Gregorio di Nissa nella basilica che sorgeva già nel IV sec. ad Euchaite nel Ponto ove era il suo sepolcro. Discorso poi confermato in una ‘passio’ greca di poco posteriore.

Il suo culto si propagò in tutto l’Oriente cristiano e successivamente nell’impero Bizantino. In Occidente la prima traccia di un culto a lui tributato deve considerarsi il mosaico absidale tuttora esistente nella basilica dei santi Cosma e Damiano al Foro Romano. (Fonte Wikipedia)

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